Qualcosa di preoccupante

L’altro giorno mi ha chiamato un Producer per comunicarmi che mi aveva messo in gara per un film di un detersivo. “Sai, la luce fa schifo e la recitazione è da babbuini…però ti assicuro, è tutto fatto apposta…è una strategia di mercato” mi dice il Producer per illustrarmi il progetto. Ora bisogna specificare che questa persona non sapeva che genere di disastro psicologico stava per mettere in ballo. Lui credeva di fare una cosa buona  e giusta. In effetti con i tempi che corrono, essere presentati nelle gare non è affatto male. C’è da dire che il preambolo del “FILMMEDIOCRERECITATODACANI” non era il solo scoglio che mi si poneva di fronte. C’era anche il problema del budget: due patate ed un peperone. Per una sorta di ignoranza che non ho ancora esplorato ho detto di si a questo progetto. Non di gran voglia, ma ho detto si. Prima ho fatto due chiacchiere con un amico Art il quale mi ha consigliato di accettare, non fosse per consolidare il rapporto che avevo con il Producer. Così ho fatto. Qualche giorno dopo il Producer mi chiama e mi dice che l’Agenzia mi ha fatto fuori dalla gara. Non ho potuto nascondere un grande sollievo. Se mi avessero detto che la mia reel andava bene per fare un film brutto mi sarei decisamente preoccupato. Il producer in questione ha intuito che fossi contento perché questo sicuramente non avrebbe rappresentato il “film della mia vita”. Ma così non è . Almeno non del tutto. Non so ancora quale sarà il film della mia vita, ma questo era proprio della vita di qualcun altro. Adesso evito di discutere della cosa con il Producer in questione , ma vorrei da una parte ringraziarlo per avermi pensato e dall’altra fargli capire che per due patate e un peperone  fare un film che nemmeno mi posso mettere in reel forse non ne vale proprio la pena. Capirà? Forse avrei dovuto utilizzare una strategia di mercato differente, forse quello.

 

Una buona settimana da Shooting Man

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